Come tutti sappiamo PHP è stato concepito come linguaggio a tipizzazione dinamica: visto da una parte dello scenario come pro, dall’altra come contro.

Nonostante l’esistenza di diversi linguaggi con tale caratteristica quest’ultima è stata per diverso tempo motivo di critica. E’ chiaro che lo sviluppo con certi linguaggi aiuta a scrivere codice più pulito, ma di certo è difficile affermare che la tipizzazione dinamica sfoci in codice spazzatura.

Così come le critiche a PHP spesso sono incomplete o riferite a codice deprecato, così accade per la tipizzazione; per esempio PHP ha e ha avuto per diverso tempo diverse modalità per trattare con i tipi ed è possibile garantire che uno specifico tipo venga utilizzato in uno specifico punto del codice.

Anche il type hinting è stato utilizzato per molto tempo, anche se in modo incompleto.

Con PHP7 sarà possibile far sì che le funzioni e i metodi accettino parametri di determinati tipi.

Andiamo più nello specifico: i principali RFC del nuovo PHP7 sono fondamentalmente tre:

  1. Type hinting scalare;
  2. Dichiarazione di tipi di ritorno;
  3. Gestione delle eccezioni.

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Molte cose possono mettere un grande progetto fuori rotta: la burocrazia, obiettivi poco chiari, mancanza di risorse, solo per citarne alcuni, ma è l’approccio alla progettazione che determina in gran parte come il software complesso può diventare.

Quando la complessità sfugge di mano il software non può più essere compreso abbastanza bene per essere facilmente modificato o esteso; al contrario, un buon design può dare opportunità su quelle caratteristiche complesse.

Alcuni di questi fattori di complessità nella progettazione sono di carattere tecnico, ma per molte applicazioni non lo sono, la complessità è nel dominio stesso o l’attività commerciale dell’utente.

Quando questa complessità di dominio non viene affrontata nella progettazione, non importa se la tecnologia infrastrutturale sia ben concepita. Un design di successo deve affrontare sistematicamente questo aspetto centrale del software.

In questi casi un ottimo approccio da valutare è proprio il Domain Driven Design.

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Una delle sfide più importanti nello sviluppo di applicazioni software critiche per le aziende è la progettazione di valide architetture che siano in grado di assicurare requisiti non funzionali quali l’estensibilità, la manutenibilità, la testabilità e la leggibilità del codice nel tempo.

Quando i clienti ci chiedono infatti di modificare o riscrivere le loro applicazioni, ciò avviene spesso perchè si ritrovano con una base di codice sviluppata male che ha costi e tempi di manutenzione troppo elevati per via delle (mancate) scelte progettuali; in questi casi riscrivere o effettuare il refactoring dell’applicazione con adeguati principi architetturali diventa una scelta da valutare molto seriamente dopo un accurato audit.

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Programmare in XP è come lo sviluppo con poche pratiche e concetti in più, per esempio i test automatizzati. Comunque come tutto il resto lo sviluppo con XP, a differenza di come può sembrare, è semplice. Ogni concetto di esso è abbastanza semplice a dirsi, tuttavia è metterlo in pratica che diventa più difficile; oltretutto, sotto pressione le “vecchie” tecniche riaffiorano.

Tra alcuni dei concetti come il continuous integration, che riduce i conflitti e pone fine a incidenti e come il pair programming che ha una forza unificatrice nello sviluppo, troviamo il concetto di collective ownership che incoraggia tutto il team a rendere migliore l’intero sistema.

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